Come scegliere la piattaforma giusta per monitorare il tuo business

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Di cosa parliamo quando utilizziamo il termine “piattaforma” per le attività di monitoring? Partiamo, innanzitutto, col distinguere due tipologie di piattaforme:

  • interne: sono quelle messe a disposizione degli stessi canali social (ad esempio Facebook Insights o Twitter Analytics);
  • esterne: di terze parti che sfruttano gli strumenti a disposizione delle diverse piattaforme per aggregare una serie di dati. Nella maggior parte dei casi permettono di effettuare attività di monitoring di specifiche parole chiave e di impostare degli alert su eventuali termini critici.

La domanda allora può nascere spontanea: quali scegliere per il proprio Social Media Monitoring? Vi sono due fattori che ne determinano l’orientamento: costo e funzionalità.

  • Costo: alcune piattaforme possono essere piuttosto esose, ma solitamente per motivi di completezza, cioè perché offrono davvero una quantità notevole di features.
  • Funzionalità: a volte possono essere perfino troppe. Cercate sempre prima di fare mente locale su cosa davvero vi serve.

Da dove cominciare allora? Innanzitutto se siete ancora novizi della materia imparate a leggere e dominare i dati dei canali che controllate direttamente, cioè quelli che otterrete dalle piattaforme interne. In secondo luogo, rispetto ai vostri obiettivi di monitoring e busines, valutate se e come investire in una piattaforma esterna.

5 idee per fare marketing con Facebook Messenger

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Avete mai sentito parlare di Marketing Conversazionale? E’ il marketing che alcuni brand applicano affidandosi alle messaging app più diffuse al mondo quali il Messenger di Facebook, un canale con oltre 1miliardo di utenti attivi in tutto il mondo. Vediamo quali sono 5 modi per utilizzare Fb Messenger con finalità di marketing e comunicazione:

  1. Recapitare contenuto e coltivare il rapporto. Quale canale migliore di Facebook Messenger per diffondere blog post, nuovi ebook, webinar o video? Oltre alla modalità broadcast, è possibile automatizzare il processo, facendo in modo che l’invio sia innescato a ogni nuovo aggiornamento del feed RSS o del file su cui sono custoditi i contenuti.
  2. Gestire un evento e coinvolgere il pubblico. E se un brand volesse informare puntualmente la propria audience su nuovi eventi e date? Anche in questo caso Facebook Messenger risulta della massima utilità, per lanciare l’evento, comunicare disponibilità di ticket a tariffa ridotta, interviste, informazioni pratiche, ringraziare e lanciare survey.
  3. Arricchire il profilo di ciascun contatto. Si tratta di un’attività fondamentale, soprattutto per gli e-Commerce, per raccogliere dati sulle preferenze, interessi e caratteristiche di ciascun contatto. Inutile rimarcare l’importanza della conoscenza dei propri prospect e clienti per poter comunicare in maniera più rilevante e personalizzata.
  4. Generare lead di qualità e condurre all’acquisto. Altrettanto importante per un’azienda è attirare l’attenzione dei visitatori e convertirli in potenziali clienti. Un’ottima soluzione consiste nel comunicare sul sito la possibilità di iscriversi al canale Facebook Messenger, così da poter inoltrare nei mesi a venire:
  • news e ogni altra tipologia di contenuto informativo;
  • catalogo prodotti in pdf;
  • landing page per richiesta di un preventivo;
  • landing page per richiesta di una prova gratuita.
  1. Fornire assistenza rapida. Tramite Facebook Messenger il team marketing di un’azienda ha la possibilità di inviare comunicazioni di servizio, delegando poi al team customer care la gestione manuale delle problematiche avanzate.  Una frontiera avanzata consiste nell’automatizzazione del servizio clienti tramite chatbot.

Quanto costa veramente un progetto di e-commerce

Lanciarsi nell’avventura dell’e-commerce per aumentare le vendite del proprio negozio è sicuramente un investimento importante. Vediamo, step by step, cosa occorre e quanto costa un progetto

  • Creare innanzitutto un sito per vendere. Per progettare e mettere online un negozio digitale si lavora con professionisti, persone qualificate e in grado di riunire nel proprio prodotto: ottimizzazione SEO, usabilità e accessibilità, visual e copywriting.
  • Gestione della strategia di vendita. Non basta solo fare promozione online e investire in attività organica per SEO, advertising, socia media marketing, lead generation e analisi dei dati: occorre creare una rotta, una strada da seguire. Quindi c’è bisogno dello specialista che “si sporca le mani” e dell’e-commerce strategist.
  • Dropshipping. Vale a dire la vendita senza magazzino: l’e-commerce è collegato al fornitore e chi acquista fa l’ordine direttamente ai suoi uffici. Si evita così una marea di spese superflue, in primo luogo quelle di spedizione. Iniziare con il dropshipping conviene. Quanto costa l’e-commerce in questo caso? Molto meno, si abbattono le spese di gestione.
  • Marketplace. Con quest’ultimo termine s’intendono quei siti come Amazon che rappresentano grandi portali con una grande notorietà in termini di brand che offrono uno spazio online per vendere. Si paga quel che serve e si ha a disposizione la visibilità di uno store ben posizionato. Ma questo vuol dire anche sottostare alle regole di un’entità superiore in termini di personalizzazione dell’esperienza di vendita. Si è ospiti a casa altrui e si condivide lo spazio con una marea di negozi online che vendono i nostri stessi prodotti. Difficile emergere così.
  • Quanto costa un e-commerce? Molto, ma non solo per creare il sito web (che non è facile). Il vero costo di questo progetto riguarda la necessità di essere sempre in grado di promuovere e spingere un’attività circondata da competitors perché vendere online è spettacolare, e proprio per questo è difficile emergere.

 

5 consigli per migliorare la brand identity

La brand identity è di fondamentale importanza, permettendovi di entrare nel mondo del mercato dalla porta principale. Il modo in cui un’azienda è percepita sul mercato può cambiare nel corso del tempo, portandoci a fare di continuo valutazioni sul nostro operato, per cui migliorarla è un passaggio obbligato un po’ per tutti. La strada intrapresa è quella giusta? Com’è cambiato il mercato nel corso di questi anni? Cosa posso fare per rendere la mia azienda al passo con i tempi? Queste sono tutte domande che dovremmo porci tutti i giorni, cercando di capire come migliorare la brand identity della nostra azienda. In effetti è bene ricordare che la percezione su di noi del cliente cambia molto velocemente, ponendoci spesso nell’occhio del ciclone. Di seguito 5 consigli su come migliorarla.

  1. Restyling del logo. Il modo più veloce per rinnovare la propria immagine e restare così al passo con i tempi è il restyling del logo. A molti è un’operazione che spaventa, ma aggiornando la grafica (o il font) del nostro marchio riusciamo già a dare qualche informazione.
  2. Comunicazione offline. Il mondo si è spostato in massa sul digitale e sulla rete, richiedendo una costante presenza online, ma nel contempo è importante non dimenticare la comunicazione tradizionale, anche perché la brand identity è tanto importante sul web quanto al suo esterno. Biglietti da visita, carta intestata, timbri personalizzati e brochure, senza dimenticare le insegne, le divise del personale e l’arredamento degli spazi frequentati dai clienti. La comunicazione offline è questo.
  3. Storytelling efficace. Un’azienda, infatti, deve riuscire a raccontarsi, a farsi conoscere dal proprio pubblico e dal mercato. In quest’ottica la capacità di comunicare diviene fondamentale, così come la capacità di raccontare la propria storia e i valori su cui il nostro marchio poggia.
  4. Canali social. Essere presenti sulle varie piattaforme social, da solo, non basta. Facebook, Twitter, Linkedin e Instagram rappresentano certamente un bel bacino d’utenza, ma utilizzare un account nel modo corretto non è affatto così semplice. Innanzitutto fate attenzione alle tendenze del momento: seppure Instagram non rappresenti il vostro social network preferito, questo è senz’altro il suo momento.
  5. Personal branding. Un’azienda è composta da persone propria professionalità e ognuna con una propria competenza. Tutte molto importanti, ovviamente, ma il fascino della leadership ha sempre quel qualcosa in più. Per questo motivo, un’ottima idea per migliorare la brand identity è rappresentata senz’altro dal rafforzamento del personal branding. Ciò vuol dire proporsi nel modo migliore, risultare agli occhi dei clienti come la persona giusta cui affidarsi.

Innovazione per la tua impresa: dai maggiore identità alla tua auto aziendale con il Car Wrapping

Che tu sia un fanatico della tua auto a tal punto da personalizzarla, oppure sei un’impresa e hai bisogno di brandizzare le tue auto aziendali, l’era della vernice a costi improponibili è ormai declassata, basta affidarsi al car wrapping.

Il car wrapping è una tecnica delle arti grafiche che permette di personalizzare, abbellire e proteggere un automezzo. Tecnica nata negli Stati Uniti negli Anni Novanta, to wrap in italiano significa avvolgere, e indica il metodo di rivestire la carrozzeria con speciali pellicole facilmente modellabili, removibili e resistenti agli agenti atmosferici.

Il settore dei Pvc Cast (vinili usati per questo tipo di tecnica) offre una vastità di pellicole estremamente varia, grazie ad esse è possibile rivestire l’automezzo per proteggere la carrozzeria, o per finalità comunicative. Grazie a questa tecnica è possibile personalizzare il proprio automezzo, realizzando pezzi unici ad alto impatto comunicativo non realizzabili con la vernice.

Gli aspetti positivi del wrapping nel settore della comunicazione visiva sono innumerevoli:

  • basso costo rispetto alla verniciatura;
  • personalizzazione totale dell’automezzo con grafiche di alto impatto visivo (total covering);
  • possibilità di sostituzione della pellicola periodicamente;
  • nessun costo per la pubblicità esterna
  • velocità di applicazione

Di seguito alcuni dei lavori realizzati dai nostri applicatori.

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E-commerce: Upim punta su Salesforce


Upim ha scelto Salesforce per farsi accompagnare nella realizzazione del suo nuovo sito e-commerce che integra l’esperienza di acquisto di diversi brand che fanno capo all’insegna. Come in negozio, lo shopping online è semplice e immediato grazie all’interazione continua tra le diverse sezioni e all’interfaccia che accomuna le diverse proposte merceologiche. Il nuovo sito (upim.com) permette di scoprire e acquistare l’ampia scelta di capi d’abbigliamento e accessori per la donna e l’uomo, accedere allo store online dedicato al mondo del bambino e quello dedicato alle collezioni dell’home decoration. Salesforce accompagna così Upim nel suo percorso di innovazione digitale al fine di offrire una customer experience, più agile e flessibile, facilitando la ricerca e il successivo coinvolgimento di potenziali nuovi clienti fino alla fase finale di acquisto. Facile da navigare e user friendly, il sito e-commerce di Upim è ideato per una fruizione multi-device e permette di effettuare i propri acquisti comodamente da casa, senza rinunciare alla shopping experience in-store. Cambi e resi sono sempre gratuiti e possono essere effettuati nella capillare rete di negozi Upim e Blukids (lo store online dedicato al bambino), dove sarà anche possibile ritirare i capi acquistati online grazie al servizio click & collect.

Guida agli errori da non commettere sui tuoi Social Media o su quelli della tua azienda

SOCIAL

Sei un neofita del Social e non sai cosa postare? Oppure sei un Social Media Manager e cerchi qualche dritta per non commettere errori quando posti? In un mondo digital in cui tutti possiedono un account sui principali social, la differenza è nel come, quando e cosa scrivere con l’obiettivo di aumentare i propri follower e l’engagement. Per essere leader nella comunicazione social è importante definire numerosi punti, senza lasciarli al caso:

  • la strategia di comunicazione;
  • il tone of voice del proprio brand;
  • la creazione di un calendario social;
  • la creazione di post che abbiano senso sia singolarmente, sia analizzandoli nel loro insieme.

Poi, ci sono molte più azioni da NON fare, che da attuare: scopriamo insieme quali sono gli errori da non commettere.

  1. Non usare troppi hashtag. Gli hashtag hanno l’obiettivo principale di contestualizzare la pubblicazione del tuo contenuto, trovando un tema a cui legarlo. La scelta di quello corretto da utilizzare deve essere frutto di una strategia precisa. Anche l’utilizzo di hashtag popolari solo per creare visibilità può essere controproducente: è come se scriveste un testo dandogli un titolo che si discosta totalmente dal tema analizzato.
  2. Utilizzare lo stesso post su social diversi. Instagram, ad esempio, lo rende un canale più adatto a postare contenuti più coinvolgenti, emozionali, all’utilizzo di brevi video, potremmo dire che è il canale attraverso il quale creare la propria brand identity. Facebook ha un ruolo più informativo: è utile per comunicare i benefici di un prodotto, un canale efficace per la corporate communication e la gestione degli eventi principali.
  3. Consumatori e social. L’errore principale da non commettere è quello di nascondere tutte le interazioni “scomode” giudicandole spesso dannose per l’immagine del proprio business. Anche il commento negativo può rappresentare un’opportunità:ad esempio un consumatore che si lamenta di un customer service poco efficiente, può essere il punto di partenza per un’analisi interna approfondita di quest’area, per crescere ed avere un miglioramento significativo.

Week in Social: quello che è accaduto nell’ultima settimana nel mondo dei social

Pinterest

Vediamo insieme quali sono stati le novità apportate dai Social nella settimana appena conclusa: dalla guerra Facebook ai fake account, al primo podcast di LinkedIn, ai prodotti da acquistare direttamente dalle foto su Pinterest, allo sviluppo di un nuovo strumento per Influencer Marketing di Instagram.

La battaglia di Facebook. Facebook e Instagram hanno intentato una causa nella corte federale degli Stati Uniti contro quattro società e tre persone con sede nella Repubblica Popolare Cinese, che promuovono la vendita di account falsi, like e incremento di follower. Si tratta di un’azione molto significativa per il futuro delle piattaforma e che cercherà di impedire una serie di azioni come:

  • la creazione e la promozione della vendita di account falsi, like e fake follower su Instagram e Facebook
  • violare l’utilizzo dei marchi di proprietà di Facebook sui loro siti web
  • utilizzare i nomi di dominio di Facebook all’interno dei loro siti web

LinkedIn lancia Hello Monday, il nuovo podcast. Si chiama Hello Monday ed è il nuovo podcast lanciato da LinkedIn. Il suo obiettivo è quello di trattare tematiche che si concentrano sul cambiamento e l’evoluzione del mondo del lavoro, attraverso conversazioni con ospiti e membri della community di LinkedIn che discutono dei loro percorsi lavorativi e delle loro scelte. Hello Monday avrà una durata di 13 settimane e i podcast potranno essere ascoltati ogni lunedì sulle principali piattaforme di podcast tra cui iTunes e Spotify. Una strategia che punta a rafforzare ancora di più la forza editoriale di LinkedIn.

Su Pinterest si potranno acquistare i prodotti direttamente dalle foto. Pinterest lavora da diversi anni nella direzione di unire ricerca visiva e shopping online, per consentire alle aziende di intercettare utenti altamente predisposti all’acquisto mentre sono alla ricerca di informazioni e ispirazioni. La nuova dashboard consentirà ai brand di creare immagini che conducono attraverso un link direttamente al prodotto acquistabile dando inoltre la possibilità di organizzare i propri feed in modo da rendere i prodotti facilmente raggiungibili e i prodotti più visibili.

Da Instagram un nuovo strumento per Influencer Marketing. Pochi giorni fa è stato annunciato che la piattaforma di proprietà di Facebook sta sviluppando un nuovo strumento per permettere ai brand di sponsorizzare contenuti creati da influencer e editor. I branded content ads, fanno parte di una strategia di Instagram che ha l’obiettivo di permettere ai brand di sviluppare collaborazioni con content creator più efficaci e misurabili. I branded content ads consentiranno agli inserzionisti di promuovere questi contenuti, esattamente come avviene per qualsiasi altra tipologia di annuncio. Al momento questo strumento non è stato aperto a tutti i brand tuttavia la società ha annunciato che chiunque potrà fare richiesta per partecipare al programma partner.
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In arrivo supermercati targati Amazon

Amazon si prepara ad aprire una catena di supermercati negli States. A riferirlo è il Wall Street Journal di cui, cita, il primo sarà inaugurato presto a Los Angeles, e si spera entro la fine del 2019, a seguire altri all’inizio del prossimo anno. Tuttavia da parte del colosso di Seattle, che possiede già i supermercati bio Whole Food (di cui già ci siamo occupati, n.d.r.) almeno per il momento non vi è alcuna conferma. Qualora dovesse aprirli, la nuova catena si distinguerà da quelli bio.

I virtual influencer che hanno conquistato la Cina

Torniamo sulla figura di Influencer Marketing, ma questa volta lo facciamo parlando di personaggi social che non sono umani, bensì creature digitali allo stesso modo molto efficienti nel panorama dell’Influencer Marketig e che, nel Paese del Dragone, riscuotono successo e hanno milioni di follower.

 

I virtuali più famosi

Qui di seguito vi proponiamo quelli più famosi, preparatevi anche l’Italia ne ha. Ma ricordatevi questi personaggi NON ESISTONO!

  • Erica. Ha 23 anni ed è giapponese. E’ diventata famosa grazie a Gucci che l’ha scelta per una delle sue campagne marketing in Cina.
  • Lil Miquela. Fashion icon creata nel 2016 dagli artistiTrevor McFedries e Sara Decou. E’ una modella metà spagnola e metà brasiliana, ha 19 anni e vive a Los Angeles. Il suo profilo Instagram conta più di 1,5 milioni di follower, è stata ingaggiata dai più importanti brand di lusso tra cui Chanel, Proenza Schouler, Vetements, Moncler, Prada.
  • Sophia, The Robot “è italiana” famosa nel mondo del fashion luxury è lei a detenere il podio nel nostro Paese.

Se anche voi siete dei noti Infleuncer Marketing, reali, e volete diventare degli avatar, dall’Oriente arriva di tutto per cui non preoccupatevi: ciò è possibile grazie alla nuova app coreana Zepeto che permette ai suoi user di creare un avatar 3D di se stessi. Il potenziale di questa app è altissimo visto che si basa sul concetto di free marketing o più precisamente “user-generated content”, che permette ai suoi user di ricreare la propria identità, seppur digitale. Zepeto consente di customizzare i propri avatar con diversi outfit, acconciature e trucco regalando un potenziale d’intrattenimento molto elevato.

 

Virtual influencer: perché conviene?

L’ecosistema di influencer in Cina è molto più evoluto rispetto all’Occidente nel campo delle brand adv, per due ragioni:

  • L’utilizzo di CPC/CPM nelle campagne sponsorizzate è meno diffuso in Cina. In Occidente gli investimenti dei brand nelle sponsorizzazioni vedono un buon ritorno economico sia dalle campagne Google che Facebook. In Cina non c’è un sistema direttamente equivalente e gran parte di questo tipo di budget viene investito nelle campagne di influencer marketing;
  • i follower cinesi non sono infastiditi dai contenuti sponsorizzati dagli influencer quanto la controparte occidentale. Dunque vedere un influencer promuovere un prodotto viene visto come un metodo positivo e per nulla meramente mercenario;
  • inoltre gli influencer cinesi sono spesso seguiti da team molto numerosi e vengono intercettati dai brand per numerosissime partnership.

virtual influencers