Ciò che c’è da sapere su Libra, la criptovaluta di Facebook. E nel progetto anche PayPal, Mastercard e Visa

Si chiamerà Libra, sarà gestita da un consorzio di aziende, sarà la moneta digitale di Facebook e il suo lancio è previsto per il 2020. Libra è una moneta digitale che, grazie al gran numero di parti coinvolte nel progetto, sarà possibile utilizzare su Spotify, Uber, Ebay, Booking e altri servizi ancora. Il portafoglio virtuale della moneta si chiamerà Calibra e sarà gestito dall’omonima società di proprietà di Facebook. A gestire le attività di Libra sarà un consorzio no-profit composto da 29 partner diversi. Oltre ai nomi citati prima, fanno bella mostra di sé anche il logo di Visa, Mastercard e PayPal.

Nei piani dell’associazione, Libra permetterà, in futuro, di pagare servizi sia online sia offline. L’obiettivo è avere la prima criptovaluta di massa, con un valore stabile, decentrata e globale da utilizzare anche in ambiti più evoluti rispetto al BitCoin. In attesa della realizzazione di questo progetto, Libra potrà essere utilizzata per lo scambio di soldi fra utenti, grazie alla possibilità di inviare denaro tramite Facebook, Messenger e Instagram. Facebook ha tenuto a specificare che, a parte “casi limitati”, non saranno condivise informazioni finanziarie o legate all’account con Facebook o qualsiasi altra terza parte.

E-COMMERCE E SOCIAL MEDIA: UN BINOMIO VINCENTE PER GLI UTENTI ITALIANI

Social Media

Instagram, YouTube e Facebook stanno emergendo come fonte di informazione pre-acquisto, in particolar modo tra gli utenti social addicted e non solo, e-commerce in costante espansione fra gli italiani: effettuano acquisti online 9 utenti su 10. E’ quanto emerge dalla ricerca “Italiani e Social Media” realizzata da Blogmeter.

Il report evidenzia due differenti tipologie di social in base all’utilizzo: i social “di cittadinanza”, che contribuiscono a definire le identità di relazione, hanno come rappresentante principale Facebook seguito da YouTube e Instagram , e i social “funzionali”, tra cui Trip Advisor e Skype, che vengono utilizzati saltuariamente poiché soddisfano un’esigenza specifica. La principale ragione che spinge gli italiani a utilizzare i social media rimane quella di leggere i contenuti altrui; il 69% di coloro che si limitano a utilizzare i social per leggere contenuti scritti da altri rientra nella fascia di età 15-24 anni. Nello specifico Facebook, il più citato dagli intervistati, viene utilizzato prevalentemente per informarsi, condividere momenti e leggere o guardare recensioni; YouTube risulta il canale preferenziale per svago e per trovare stimoli e idee; mentre Instagram si conferma il più amato per seguire le celebrities.

 

Funziona anche la targetizzazione dell’advertising: in crescita infatti anche il gradimento della pubblicità.

STRATEGIE DI BRANDING: ECCO COME BRANDINZZARE IL PROPRIO MARCHIO

BRAND

Brandizzare è un processo complesso che va spiegato partendo dal suo “semplice” obiettivo: dare notorietà e prestigio al marchio o al logotipo di un’azienda. Sicuramente canali e campagne pubblicitarie sono chiaramente lo strumento mediatico della brandizzazione, facendo da cassa armonica alle scelte di marketing compiute a monte, ma è su queste ultime che intendiamo focalizzarci.

Venendo al dunque, il branding prevede 4 step fondamentali:

1) Ultra targetizzazione del pubblico. Non è plausibile pensare di diventare il punto di riferimento di un pubblico diversificato prima di conquistare la fiducia e la stima di una specifica nicchia di consumatori che, anche in futuro, rimarrà il nostro core business.

2) Demolire il brand per ricavarne elementi evocativi. Si tratta di una tecnica di neuromarketing volta a riportare alla mente il brand senza né citarlo né riprodurlo; la sua attuazione sarà tanto più facile e incisiva, quanto più accorto, acuto e congeniale sarà stato lo studio per il concepimento del logo.

3) Elementi iconici per brandizzare il marchio. La pubblicità è ovunque e, inconsciamente, la assimiliamo anche quando non la percepiamo come tale. Su questa strategia di neuromarketing la Apple, ad esempio, ha costruito buona parte del suo successo.

4) Componenti sensazionali legati a brand e prodotto. Ciò che ci rende davvero vivi sono le emozioni e le stesse emozioni vivono nei ricordi. Va da sé che, quando si parla di branding, l’appeal e la memorabilità di marchio e prodotto non possono fuggire a questa caratteristica umana. Questa è la cosiddetta «rosy memories» che, nella fattispecie, potremmo chiamare «nostalgia» e si tratta di un interessante tecnica di neuromarketing.

Ricapitolando, la brandizzazione prevede:

1) la conquista di un pubblico ben definito;

2) lo smantellamento del brand in singoli elementi evocativi;

3) la riconoscibilità del brand in elementi iconici;

4) l’emozione, anche nostalgica, di brand e annessi prodotti.

Se vuoi brandizzare il tuo marchio, contattaci, i nostri esperti saranno a tua disposizione per consigliarti le migliori soluzioni per la tua azienda.

E-Commerce in calo per Amazon: il cloud vero protagonista

Può sembrare strano, ma Amazon guadagna dai prodotti e-commerce esclusivamente dalla divisione Amazon USA. Il restante 50% dei profitti deriva invece dal cloud di AWS, acronimo per Amazon Web Services. E’ quanto ha messo in esame l’Agi analizzando i risultati del primo trimestre 2019 di Amazon. Rispetto allo scorso anno la società di Jeff Bezos ha registrato una crescita del 17%, con un fatturato superiore ai 50 miliardi di dollari. Il merito è soprattutto dei proventi che arrivano direttamente dal servizio di cloud Amazon Web Services, cresciuti del 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tuttavia per sostenere il settore e-commerce, il gigante di Seattle ha puntato forte sul servizio Key by Amazon, grazie al quale gli utenti ricevono il pacco direttamente all’interno della loro abitazione o del loro garage. Un’altra mossa importante di Amazon è stata quella di estendere le consegne di Whole Foods tramite il servizio Prime. Infine, riflettori accesi sul rinnovo di Amazon Prime: la società sta investendo quasi 1 miliardo di dollari per accorciare i tempi delle consegne da 48 a 24 ore per chi sceglie di sottoscrivere l’abbonamento ad Amazon Prime.

Covershoes: il prodotto che mancava

Covershoes
E’ online la vendita di questo straordinario prodotto: un copri scarpe intelligente che permette di rivestire con un film termoretraibile le proprie calzature, laddove è fondamentale la sanificazione degli ambienti da agenti inquinanti esterni.
MMX Marketing & Communication si è occupata di realizzare per Aqva srl un progetto e-commerce mono prodotto per la vendita online di un apparecchio innovativo e di design che permette di mantenere igienicamente idonei particolari ambienti.
Per la prima volta, il nostro team di sviluppo web ha realizzato uno shop online mono prodotto, concentrando su di esso il focus dell’intero sito.
Per Aqva srl ci siamo occupati di realizzare la veste grafica del sito, le riprese video di utilizzo del prodotto, lo sviluppo della piattaforma e il lancio promozionale web.

Visita  http://www.covershoes.it/

Come scegliere la piattaforma giusta per monitorare il tuo business

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Di cosa parliamo quando utilizziamo il termine “piattaforma” per le attività di monitoring? Partiamo, innanzitutto, col distinguere due tipologie di piattaforme:

  • interne: sono quelle messe a disposizione degli stessi canali social (ad esempio Facebook Insights o Twitter Analytics);
  • esterne: di terze parti che sfruttano gli strumenti a disposizione delle diverse piattaforme per aggregare una serie di dati. Nella maggior parte dei casi permettono di effettuare attività di monitoring di specifiche parole chiave e di impostare degli alert su eventuali termini critici.

La domanda allora può nascere spontanea: quali scegliere per il proprio Social Media Monitoring? Vi sono due fattori che ne determinano l’orientamento: costo e funzionalità.

  • Costo: alcune piattaforme possono essere piuttosto esose, ma solitamente per motivi di completezza, cioè perché offrono davvero una quantità notevole di features.
  • Funzionalità: a volte possono essere perfino troppe. Cercate sempre prima di fare mente locale su cosa davvero vi serve.

Da dove cominciare allora? Innanzitutto se siete ancora novizi della materia imparate a leggere e dominare i dati dei canali che controllate direttamente, cioè quelli che otterrete dalle piattaforme interne. In secondo luogo, rispetto ai vostri obiettivi di monitoring e business, valutate se e come investire in una piattaforma esterna.

5 idee per fare marketing con Facebook Messenger

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Avete mai sentito parlare di Marketing Conversazionale? E’ il marketing che alcuni brand applicano affidandosi alle messaging app più diffuse al mondo quali il Messenger di Facebook, un canale con oltre 1miliardo di utenti attivi in tutto il mondo. Vediamo quali sono 5 modi per utilizzare Fb Messenger con finalità di marketing e comunicazione:

  1. Recapitare contenuto e coltivare il rapporto. Quale canale migliore di Facebook Messenger per diffondere blog post, nuovi ebook, webinar o video? Oltre alla modalità broadcast, è possibile automatizzare il processo, facendo in modo che l’invio sia innescato a ogni nuovo aggiornamento del feed RSS o del file su cui sono custoditi i contenuti.
  2. Gestire un evento e coinvolgere il pubblico. E se un brand volesse informare puntualmente la propria audience su nuovi eventi e date? Anche in questo caso Facebook Messenger risulta della massima utilità, per lanciare l’evento, comunicare disponibilità di ticket a tariffa ridotta, interviste, informazioni pratiche, ringraziare e lanciare survey.
  3. Arricchire il profilo di ciascun contatto. Si tratta di un’attività fondamentale, soprattutto per gli e-Commerce, per raccogliere dati sulle preferenze, interessi e caratteristiche di ciascun contatto. Inutile rimarcare l’importanza della conoscenza dei propri prospect e clienti per poter comunicare in maniera più rilevante e personalizzata.
  4. Generare lead di qualità e condurre all’acquisto. Altrettanto importante per un’azienda è attirare l’attenzione dei visitatori e convertirli in potenziali clienti. Un’ottima soluzione consiste nel comunicare sul sito la possibilità di iscriversi al canale Facebook Messenger, così da poter inoltrare nei mesi a venire:
  • news e ogni altra tipologia di contenuto informativo;
  • catalogo prodotti in pdf;
  • landing page per richiesta di un preventivo;
  • landing page per richiesta di una prova gratuita.
  1. Fornire assistenza rapida. Tramite Facebook Messenger il team marketing di un’azienda ha la possibilità di inviare comunicazioni di servizio, delegando poi al team customer care la gestione manuale delle problematiche avanzate.  Una frontiera avanzata consiste nell’automatizzazione del servizio clienti tramite chatbot.

Quanto costa veramente un progetto di e-commerce

Lanciarsi nell’avventura dell’e-commerce per aumentare le vendite del proprio negozio è sicuramente un investimento importante. Vediamo, step by step, cosa occorre e quanto costa un progetto

  • Creare innanzitutto un sito per vendere. Per progettare e mettere online un negozio digitale si lavora con professionisti, persone qualificate e in grado di riunire nel proprio prodotto: ottimizzazione SEO, usabilità e accessibilità, visual e copywriting.
  • Gestione della strategia di vendita. Non basta solo fare promozione online e investire in attività organica per SEO, advertising, socia media marketing, lead generation e analisi dei dati: occorre creare una rotta, una strada da seguire. Quindi c’è bisogno dello specialista che “si sporca le mani” e dell’e-commerce strategist.
  • Dropshipping. Vale a dire la vendita senza magazzino: l’e-commerce è collegato al fornitore e chi acquista fa l’ordine direttamente ai suoi uffici. Si evita così una marea di spese superflue, in primo luogo quelle di spedizione. Iniziare con il dropshipping conviene. Quanto costa l’e-commerce in questo caso? Molto meno, si abbattono le spese di gestione.
  • Marketplace. Con quest’ultimo termine s’intendono quei siti come Amazon che rappresentano grandi portali con una grande notorietà in termini di brand che offrono uno spazio online per vendere. Si paga quel che serve e si ha a disposizione la visibilità di uno store ben posizionato. Ma questo vuol dire anche sottostare alle regole di un’entità superiore in termini di personalizzazione dell’esperienza di vendita. Si è ospiti a casa altrui e si condivide lo spazio con una marea di negozi online che vendono i nostri stessi prodotti. Difficile emergere così.
  • Quanto costa un e-commerce? Molto, ma non solo per creare il sito web (che non è facile). Il vero costo di questo progetto riguarda la necessità di essere sempre in grado di promuovere e spingere un’attività circondata da competitors perché vendere online è spettacolare, e proprio per questo è difficile emergere.

 

5 consigli per migliorare la brand identity

La brand identity è di fondamentale importanza, permettendovi di entrare nel mondo del mercato dalla porta principale. Il modo in cui un’azienda è percepita sul mercato può cambiare nel corso del tempo, portandoci a fare di continuo valutazioni sul nostro operato, per cui migliorarla è un passaggio obbligato un po’ per tutti. La strada intrapresa è quella giusta? Com’è cambiato il mercato nel corso di questi anni? Cosa posso fare per rendere la mia azienda al passo con i tempi? Queste sono tutte domande che dovremmo porci tutti i giorni, cercando di capire come migliorare la brand identity della nostra azienda. In effetti è bene ricordare che la percezione su di noi del cliente cambia molto velocemente, ponendoci spesso nell’occhio del ciclone. Di seguito 5 consigli su come migliorarla.

  1. Restyling del logo. Il modo più veloce per rinnovare la propria immagine e restare così al passo con i tempi è il restyling del logo. A molti è un’operazione che spaventa, ma aggiornando la grafica (o il font) del nostro marchio riusciamo già a dare qualche informazione.
  2. Comunicazione offline. Il mondo si è spostato in massa sul digitale e sulla rete, richiedendo una costante presenza online, ma nel contempo è importante non dimenticare la comunicazione tradizionale, anche perché la brand identity è tanto importante sul web quanto al suo esterno. Biglietti da visita, carta intestata, timbri personalizzati e brochure, senza dimenticare le insegne, le divise del personale e l’arredamento degli spazi frequentati dai clienti. La comunicazione offline è questo.
  3. Storytelling efficace. Un’azienda, infatti, deve riuscire a raccontarsi, a farsi conoscere dal proprio pubblico e dal mercato. In quest’ottica la capacità di comunicare diviene fondamentale, così come la capacità di raccontare la propria storia e i valori su cui il nostro marchio poggia.
  4. Canali social. Essere presenti sulle varie piattaforme social, da solo, non basta. Facebook, Twitter, Linkedin e Instagram rappresentano certamente un bel bacino d’utenza, ma utilizzare un account nel modo corretto non è affatto così semplice. Innanzitutto fate attenzione alle tendenze del momento: seppure Instagram non rappresenti il vostro social network preferito, questo è senz’altro il suo momento.
  5. Personal branding. Un’azienda è composta da persone propria professionalità e ognuna con una propria competenza. Tutte molto importanti, ovviamente, ma il fascino della leadership ha sempre quel qualcosa in più. Per questo motivo, un’ottima idea per migliorare la brand identity è rappresentata senz’altro dal rafforzamento del personal branding. Ciò vuol dire proporsi nel modo migliore, risultare agli occhi dei clienti come la persona giusta cui affidarsi.

Innovazione per la tua impresa: dai maggiore identità alla tua auto aziendale con il Car Wrapping

Che tu sia un fanatico della tua auto a tal punto da personalizzarla, oppure sei un’impresa e hai bisogno di brandizzare le tue auto aziendali, l’era della vernice a costi improponibili è ormai declassata, basta affidarsi al car wrapping.

Il car wrapping è una tecnica delle arti grafiche che permette di personalizzare, abbellire e proteggere un automezzo. Tecnica nata negli Stati Uniti negli Anni Novanta, to wrap in italiano significa avvolgere, e indica il metodo di rivestire la carrozzeria con speciali pellicole facilmente modellabili, removibili e resistenti agli agenti atmosferici.

Il settore dei Pvc Cast (vinili usati per questo tipo di tecnica) offre una vastità di pellicole estremamente varia, grazie ad esse è possibile rivestire l’automezzo per proteggere la carrozzeria, o per finalità comunicative. Grazie a questa tecnica è possibile personalizzare il proprio automezzo, realizzando pezzi unici ad alto impatto comunicativo non realizzabili con la vernice.

Gli aspetti positivi del wrapping nel settore della comunicazione visiva sono innumerevoli:

  • basso costo rispetto alla verniciatura;
  • personalizzazione totale dell’automezzo con grafiche di alto impatto visivo (total covering);
  • possibilità di sostituzione della pellicola periodicamente;
  • nessun costo per la pubblicità esterna
  • velocità di applicazione

Di seguito alcuni dei lavori realizzati dai nostri applicatori.

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